sabato 18 ottobre 2008

18 octubre 2008, h. 17.47

Eccomi di nuovo qui… non è passato poi così tanto tempo ma sono successe un sacco di cose nuove, ho vissuto un sacco di nuove esperienze e conosciuto tanta nuova gente…

Sono sempre qui a Chimal, presso l’associazione Aj-Quen che è diventata un po’ la mia famiglia qui in Guatemala!

C’è Victor il tessitore, che al contrario degli altri, non solo lavora qui, ma ci vive anche. Passa le sue giornate in una piccola casetta nel giardino dove ha i suoi telai, un fornelletto e il suo letto… è un uomo di mezza età, gentilissimo e sempre sorridente che ogni mattina, quando mi vede, mi dice “Hola Mariana (ormai il mio nome qui è così…) siempre aquì para servirle”.

C’è Carlos, il più alto tra gli uomini qui (qualche cm. più di me!!), che è stato il mio accompagnatore il questi giorni nelle visite ai gruppi di produzione in giro per il Guatemala ed il mio traduttore dallo spagnolo al Kaqchiquel… idioma maya che rappresenta l’unica lingua parlata e capita da praticamente tutte le tessitrici che ho incontrato in questa settimana. Il suo aiuto insomma è stato fondamentale anche perché spesso nel corso dei nostri giri si trasformava in guida turistica e

mi portava a vedere posti splendidi quali il Lago di Atitlan e Panajachel!

C’è Jorge Mario, il designer, che progetta e disegna i nuovi prodotti che mi fa sempre vedere… è davvero bravo!

C’è Don Lorenzo (che non è un prete!!!) che, se all’inizio mi sembrava un po’ il più burbero, si è poi rivelato uno tra i più divertenti!

C’è Don Victor Pop, il direttore, una persona molto seria e professionale che però, pur essendo sempre molto impegnato, non si dimentica mai di me e, ogni volta che gli chiedo qualcosa, non si limita a liquidarmi in fretta ma si dilunga in racconti e dettagli…

C’è Nico, il tuttofare, il custode… qualunque cosa io abbia bisogno mi posso sempre rivolgere a lui!

E poi ci sono Ana, Gloria e Mayra… le tre ragazze che si occupano della cucina quando qui in Aj-Quen vengono gruppi per le capacitaciones! Loro sono carinissime e soprattutto, sono curiosissime… i nostri pranzi e le nostre cene insieme si trasformano sempre in lunghe chiacchierate su come è l’Italia e su che si magia, se tutti lì si vestono come me, chi mi ha insegnato e guidare, quali sono i nomi italiani, se ci sono anche in Italia le telenovelas (loro non si perdono una puntata di “Tormenta en Paraiso”… no comment… hihihi), se le donne si colorano i capelli, sul fuso orario (che è una cosa che le fa sempre ridere… non so il perché!!)…

Insomma qui è proprio piacevole stare… un po’ per questa grande famiglia, un po’ perché finalmente qui sto facendo quello che più desideravo fare, quello che è lo scopo del mio viaggio fin qui: girare per il Guatemala andando a conoscere i piccoli gruppi di produzione tessile indigeni che producono per il Comercio Justo y Solidario.

Questa settimana sono stata presso 5 diversi gruppi. Si tratta sempre di gruppi composti da sole donne… dai 20 ai 60 anni… tessitrici. I tratti comuni sono la forte povertà con la quale si trovano a convivere e che è più che evidente dalle loro abitazioni, dai loro vestiti, da quelli dei loro figli oltre che, ovviamente, dai loro racconti.

Non so se le foto potranno rendere le esperienze che ho vissuto trascorrendo alcune ore presso questi gruppi…

Quello che mi colpiva sempre molto era la dignità che caratterizzava tutte quelle donne. Nonostante la vita difficile con la quale si erano dovute confrontare e nonostante le innumerevoli difficoltà che ancora devono affrontare, sono donne sicure, forti, con una grandissima dignità.

Ogni gruppo aveva storie differenti ma, quello che le accomunava tutte, era la svolta che il Comercio Justo aveva rappresentato per tutte loro. Al di là di una questione di guadagno, comunque da non sottovalutare, molte mi dicevano che era la loro vita ad essere cambiata… prima erano timorose, avevano paura del mondo al di fuori della loro comunità, non avevano rapporti con l’esterno e un’intervista con una ragazza che viene dall’altra parte del mondo e le fotografa sarebbe stata impensabile.

Ora è diverso… ora hanno maggiore fiducia in se stesse e negli altri… ora escono, vanno al mercato, vanno alla ricerca di potenziali nuovi clienti, addirittura una di loro era stata all’estero. Questa per loro rappresenta una grandissima vittoria.

I bambini poi sono splendidi… spesso scalzi, vestiti con quello che capita, hanno negli occhi la gioia di vivere e, quando arrivavo presso le loro case, prima mi guardavano intimoriti… forse una ragazza bianca e riccia non l’avevano mai vista… ma poi si facevano sempre più curiosi e, quando tiravo fuori la macchina fotografica, facevo delle foto e gliele mostravo cominciavano a ridere come dei matti!!! Quando poi i soggetti delle foto erano loro e si potevano rivedere nello schermo non la finivano più di voler vedere e ridere!! Per non parlare della videocamera!!

Alcuni di questi bambini hanno la fortuna di poter andare a scuola (ho anche visitato un asilo creato dalle madri di un gruppo tessile che è stato formato da Aj-Quen per poter lasciare i bambini mentre lavorano… davvero un’esperienza speciale…), altri purtroppo no.

La sera, quando tornavo da questi giri, ero davvero distrutta ma andavo a letto serena. So che può sembrare un paradosso perché venivo da situazioni estremamente difficili eppure c’era della speranza in tutte loro. Questo tipo di commercio e, nello specifico, Aj-Quen con i suoi corsi di educazione civica, di partecipazione politica, di genere, di igiene, di salute preventiva oltre che con i corsi prettamente tecnici (cucito… sartoria… disegno…) davvero aveva contribuito a cambiare le cose.

Ora sono qui nell’ufficio che Aj-Quen mi ha dato per questi giorni e fuori dalla finestra è buio e piove. Sono ormai tre giorni che piove ininterrottamente… la chiamano tempesta equatoriale… fa freddo ed è molto umido ma, il problema più grande, sono le frane e gli smottamenti. La pioggia continua infatti fa franare le montagne che sono a ridosso delle strade bloccandole. In questi giorni in giro per il Guatemala più volte abbiamo dovuto cambiare strada (allungandola così di ore!!) perché la interamericana era bloccata! A tutto questo poi l’altro giorno si è aggiunto uno splendido terremoto all’ora di pranzo. Alla radio hanno detto 6,6 della scala Richter… non so bene che significhi, so solo che era davvero bello forte!

Speriamo che nelle prossime ore la situazione migliori…

Ora vi saluto e vi mando un abbraccio forte forte,

Hasta pronto!

mari

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